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100 DELIZIE FREDDE

Report 2012 May - August

Exibithion 2012 Rimini December "Bottega della creperia"

Inizia tutto con un vaneggiare di denti. Dice che togliere un dente del giudizio può capitare. Toglierne due la stessa mattina un po’ meno.

Se vi dovesse capitare, consiglio di non arrivare impreparati. Non fate i duri: vi serviranno due scatole di antidolorifici, e altrettante di gelato.  Che non basteranno, ma almeno sopravviverete  la prima notte. Altrimenti vi succederà come a lui, che dopo aver cercato una farmacia di turno, è corso a cercare una gelateria di turno, e in preda al delirio metafisico, ha ordinato la prima coppa gelato. Non ricorda i gusti, la situazione era instabile. E se davvero succedesse anche a voi, il delirio non vi passa col dolore, e finisce che vi viene lo schiribizzo di mangiarne 100 di gelati in un’estate, che è un numero bello tondo, e che detta così non sembra nemmeno una cosa impossibile.

 

Racconta che era dolce, ma soprattutto gelato, quel gelato N° 1. In quell’istante era la salvezza, o forse solo la sua speranza. Sta di fatto che ancora una volta se l’era scampata. Quell’istante andava immortalato, rapido come lo sguardo filtrato di uno scatto social. Si chiama Instagram, una buona trovata, se usata con cautela. Condivide quella golosa opera d’arte: il soggetto del suo ritrovato gusto non poteva certo sciogliersi nel palato senza lasciare traccia voi-sapete-dove!  N°2, che meraviglia. Foto. Condivisione.  N°3, il dolore piano piano si attenua. Si parte: ogni coppa merita uno scatto, ogni scatto va in rete. Numero e puntini di sospensione - to be continued - in ogni puntino un pensiero taciuto, tuffatevici dentro. La sfida: tempo un’estate per arrivare a 100. Ma ogni progetto, seppur pazzo, domanda un perché. Il perché lui lo sapeva. Ogni gelato era una pausa, un intervallo riservato solo per sé, perché la solitudine può essere dolce, dice. Poi nomina certi coniugi Becher, maestri della serialità, ma aggiunge che la sua progressione non poteva rimanere sempre identica a se stessa. In fondo, provateci voi ad avere un’idea senza che questa prima o poi si trasformi! Così, col passare dei gelati e dei giorni, quelle coppette diventano yogurt, granite, coni, bomboloni ripieni al gelato. Delizie fredde, insomma. Delizie fredde che sempre più spesso gusta insieme ad amici, mamma, amiche, sorelle e colleghi. Il perché diventa allora l’incontro, le mani gli sguardi e i sorrisi proprio poco al di là di quei gelati. La condivisione che avviene, insieme. Nessuno escluso. Trovatemi voi qualcuno che vi rinunci, trovatemi un buon motivo per rinunciarvi.

 

In queste delizie c’è lui, in queste delizie ci siete voi. Guardate bene, vi scorgerete.

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